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I denti dei nostri antenati

Informazioni nascoste su abitudini alimentari, cura personale e periodi di Carestia ai tempi dei nostri Avi.

I ritrovamenti di dentature dei nostri antenati nascondono informazioni su tipo di alimentazione, utensili utilizzati, stato di salute e periodi di carestia.

I fossili dei denti permettono agli archeologi di identificare le sostanze ingerite e respirate dagli antichi, ciò grazie anche alla loro capacità di conservazione:maggiore rispetto a qualsiasi altra parte del corpo umano.

Ogni dente, quindi, racconta una storia:

LE CARIE. L'abbondanza di carie è il risultato di un abbondante consumo di certi tipi di carboidrati. Mentre oggi il problema deriva dal fatto che ci nutriamo di molte pietanze a base di cereali; nelle società pre-agricole, le carie erano indice di un elevato consumo di piante selvatiche ricche di sostanze zuccherine.

Osserviamo la questione più da vicino:

Homo Erectus (2 milioni di anni fa): percentuale di carie pari al 4,55%. Le cose cambiano man mano che ci avviciniamo a un sistema di vita che vede l’uomo vivere stabilmente in un luogo preciso. Oltre la metà dei denti di un individuo vissuto in Marocco 14 mila anni fa presentava carie.

carie
Uno dei più antichi esempi di carie, sulla dentatura di un Homo erectus

L’USURA. Se oggi l’erosione dello smalto è causata principalmente da particolari alimenti e bevande acide, un tempo, invece, la causa era da rintracciare in granelli di terra, cibi duri e granulosi, sabbia.

Secondo gli studi sulla microerosione dentale, circa 4 milioni di anni fa, l'Australopithecus afarensis si nutriva soprattutto di erba e foglie; l'Homo Naledi, invece, si serviva di denti posteriori per mordere la superficie rugosa di noci e tuberi. I segni lasciati da piccoli strumenti appuntiti simili a stuzzicadenti caratterizzano invece alcuni denti Neanderthaliani.

IL TARTARO.  Il tartaro rivela informazioni preziose sulle abitudini di pulizia e automedicazione dei nostri Avi. E’ stato trovato su un dente di Neanderthal vissuto in Spagna, tartaro contenente granuli di amido con crepe (indice di una ricorrente abitudine di arrostire le piante sul fuoco) ma anche tracce di achillea, un astringente naturale, e di camomilla, dalle proprietà antinfiammatorie.

Sempre grazie alla presenza di tartaro è stato scoperto cosa mangiavano i Neanderthal: rinoceronte lanoso, muflone, licheni, funghi.

LO SMALTO. L’ipoplasia, cioè la mancanza totale o parziale dello smalto dei denti, riguarda spesso uomini che nei primi anni di vita sono stati malti o malnutriti.

L’ipoplasia, se presente in fossili tutti appartenenti allo stesso luogo, può indicare un'avvenuta carestia. L’alterazione dello smalto indica anche una grave malattia genetica o un disturbo appartenente all’età infantile.

smalto
Ipoplasia dello smalto in denti di Australopithecus africanus

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